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ANIDRIDI

Gli ossidi acidi, chiamati anidridi nella nomenclatura tradizionale, sono composti binari costituiti da un non metallo e dall’ossigeno. Si chiamano in questo modo poiché una volta disciolti in acqua, formano ossiacidi in grado di conferire alle soluzioni carattere acido.

Un esempio è l’anidride solforica che una volta disciolta in acqua dà la seguente reazione:

SO3 + H2O → H2SO4

In questi composti, l’ossigeno ha sempre numero d’ossidazione -2, mentre il non metallo ha numero d’ossidazione positivo.

NOMENCLATURA ANIDRIDI

La nomenclatura IUPAC prevede di nominare i composti seguendo la regola dell’incrocio, partendo dal composto che compare come secondo e poi citando quello che compare come primo. Ciascun elemento è accompagnato da un prefisso che identifica in maniera univoca il numero di atomi che lo costituisce.

SO2Biossido di zolfo

I2O7Eptaossido di diiodio

B2O3Triossido di diboro

CO2Biossido di carbonio

La nomenclatura tradizionale non prevede l’utilizzo di prefissi. Questi composti vengono preceduti dal termine anidride seguito dal nome del non metallo con uno specifico suffisso che può variare a seconda del numero d’ossidazione del non metallo stesso:

  • Se il non metallo presenta solo un numero d’ossidazione positivo possibile, tale suffisso è ica. Un esempio è il boro che presenta solo +3 come numero d’ossidazione e forma il seguente composto:

B2O3 – Anidride borica

  • Se il non metallo presenta due possibili numeri d’ossidazione positivi, il più basso ha suffisso osa, mentre il più alto ica. Un esempio è lo zolfo che ha due numeri d’ossidazione positivi che sono +4 e +6.

SO2 – Anidride solforosa

SO3 – Anidride solforica

  • Se il non metallo presenta quattro possibili numeri d’ossidazione positivi, allora si segue il seguente schema:

a) Stato d’ossidazione più basso: anidride ipo + non metallo + osa

b) Stato d’ossidazione intermedio basso: anidride non metallo + osa

c) Stato d’ossidazione intermedio alto: anidride non metallo + ica

d) Stato d’ossidazione più alto: anidride per + non metallo + ica

Un esempio è il cloro che ha quattro numeri d’ossidazione positivi che sono +1, +3, +5, +7 e che forma i seguenti composti:

a) Cl2O – anidride ipoclorosa

b) Cl2O3 – anidride clorosa

c) Cl2O5 – anidride clorica

d) Cl2O7 – anidride perclorica

La notazione di Stock si utilizza solo nel caso di non metalli che presentano più numeri di ossidazione. Si utilizza il seguente schema:

OSSIDO di NON METALLO (stato d’ossidazione del metallo in numero romano)

Alcuni esempi:

SO2 – Ossido di zolfo (IV)

Br2O5 – Ossido di bromo (V)

I2O – Ossido di iodio (I)

N2O5 – Ossido di azoto (V)

ALCUNE ECCEZIONI NELLA NOMENCLATURA TRADIZIONALE:

Alcuni composti, nonostante siano formati da non metallo+ossigeno, non rientrano della categoria delle anidridi in quanto non hanno caratteristiche tipiche degli ossidi acidi. La nomenclatura tradizionale si adatta al comportamento chimico del composto.

Un esempio è il monossido di carbonio CO che non rientra nella categoria delle anidridi nonostante sia formato da un non metallo e dall’ossigeno. Il suo nome è ossido di carbonio o ossido carbonioso e NON anidride carboniosa.

Altre eccezioni sono gli ossidi di azoto. Solo gli ossidi dell’azoto con numeri d’ossidazione +3 e +5 hanno caratteristiche chimiche tipiche degli ossidi acidi.

N2O – Protossido d’azoto

NO – Ossido nitrico

N2O3 – Anidride nitrosa

N2O4 – ipoazotide

N2O5 – Anidride nitrica

  • Gli ossidi dei non metalli sono detti anche ossidi acidi perché in acqua formano ossiacidi.
  • La nomenclatura di questi composti segue le regole della nomenclatura IUPAC e tradizionale.
  • La notazione di Stock si utilizza solo in presenza di non metalli aventi più numeri d’ossidazione.
  • Alcuni ossidi di non metalli non mostrano un comportamento caratteristico delle anidridi .

Nominare il seguente composto seguendo le regole della nomenclatura IUPAC, tradizionale e notazione di Stock:

P2O3

La nomenclatura IUPAC prevede di nominare prima l’ossigeno e poi il fosforo (regola dell’incrocio) ciascun preceduto dal prefisso che ne identifica il numero di atomi.

P2O3Triossido di difosforo

La nomenclatura tradizionale prevede di utilizzare il termine anidride seguito dal nome del non metallo con uno specifico suffisso che può variare a seconda del numero d’ossidazione. In presenza di due numeri d’ossidazione positivi del non metallo, quello più basso è accompagnato dal suffisso osa, mentre quello più alto dal suffisso ica.

Nel composto P2O3 il fosforo ha numero d’ossidazione +3. Guardando la tavola periodica, si osserva come il fosforo abbia numeri d’ossidazione +3 e +5. Pertanto, il suffisso da attribuire al non metallo in questo caso è osa.

P2O3Anidride fosforosa

La notazione di Stock prevede nel formulare il nome, l’utilizzo del seguente schema:

OSSIDO di NON METALLO (stato d’ossidazione del metallo in numero romano)

P2O3Ossido di fosforo (III)

COMPOSTI BINARI, TERNARI, QUATERNARI

I composti binari sono quei composti formati da due elementi diversi, indipendentemente dal numero di atomi presenti per ciascun elemento.

Alcuni esempi di composti binari sono:

CaO – formato da Carbonio e Ossigeno.

H2S – formato da Idrogeno e Zolfo.

Fe4C3 – formato da Ferro e Carbonio.

AlCl3 – formato da Alluminio e Cloro.

Cl2O7 – formato da Cloro e Ossigeno.

I composti binari possono essere classificati in:

  • Ossidi
  • Anidridi
  • Idruri
  • Idracidi
  • Sali binari
  • Perossidi

I composti ternari sono quei composti formati da tre elementi diversi, indipendentemente dal numero di atomi presenti per ciascun elemento.

Alcuni esempi di composti ternari sono:

Mg(OH)2 – formato da Magnesio, Ossigeno e Idrogeno.

H2SO4 – formato da Idrogeno, Zolfo e Ossigeno.

CaCO3 – formato da Calcio, Carbonio e Ossigeno.

I composti ternari possono essere classificati in:

  • Idrossidi
  • Ossiacidi
  • Sali ternari

I composti quaternari sono quei composti formati da quattro elementi diversi, indipendentemente dal numero di atomi presenti per ciascun elemento.

Alcuni esempi di composti quaternari sono:

Mg(HCO3)2 – formato da Magnesio, Idrogeno, Carbonio e Ossigeno.

NaH2PO4 – formato da Sodio, Idrogeno, Fosforo e Ossigeno.

Un esempio di composti quaternari sono i sali acidi ottenuti da ossiacidi in cui vi è una sostituzione parziale degli idrogeni con un metallo.

PER RIASSUMERE:

  • I composti binari sono formati da due elementi diversi.
  • I composti ternari sono formati da tre elementi diversi.
  • I composti quaternari sono formati da quattro elementi diversi.