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EQUILIBRIO CHIMICO

L’equilibrio chimico è una condizione che viene raggiunta quando la velocità della reazione diretta eguaglia la velocità della reazione inversa.

Si consideri la seguente reazione:

aA + bB ⇄ rR + sS

A, B, R, S sono le specie chimiche che partecipano alla reazione.

a, b, r, s sono i coefficienti stechiometrici della reazione.

Al tempo zero (t0) nel sistema di reazione sono presenti solo le specie A e B. Al procedere della reazione, i reagenti vengono convertiti in prodotti e il numero di molecole A e B diminuisce, mentre il numero di molecole R e S aumenta (Figura 1).

 Figura 1 – Conversione dei reagenti in prodotti al variare del tempo

All’aumentare della concentrazione dei prodotti, prende forma la reazione inversa, ovvero la conversione dei prodotti R e S nei reagenti A e B.

La velocità della reazione diretta è massima a tquando nel sistema sono presenti solo i reagenti A e B, e diminuisce progressivamente al calare della loro concentrazione.

La velocità della reazione inversa è nulla a tquando non sono presenti i prodotti R e S e aumenta nel tempo al crescere della loro concentrazione.

Come illustrato in Figura 2, si arriva a una condizione di equilibrio quando la velocità con cui A e B si convertono in R e S (reazione diretta) eguaglia la velocità con cui R e S si trasformano in A e B (reazione inversa).

Nell’unità di tempo, il numero di molecole di reagenti che si convertono in prodotti è uguale a quelle di prodotti che si convertono in reagenti.

Figura 2 – Andamento della velocità diretta e inversa di reazione al variare del tempo

Una volta raggiunta la condizione di equilibrio, la concentrazione dei reagenti e dei prodotti rimane costante nel tempo (Figura 3).

A livello macroscopico il sistema non subisce variazioni e agli occhi di un osservatore esterno può sembrare che la reazione si sia arrestata. Nella realtà, le reazioni dirette e inverse avvengono, ma non si osservano variazioni fisiche in virtù della medesima velocità con cui queste procedono.

Figura 3 – Andamento della concentrazione dei reagenti e prodotti al variare del tempo

PRESTARE ATTENZIONE:

Il raggiungimento dell’equilibrio chimico non implica necessariamente che le concentrazioni di reagenti e prodotti siano tra loro uguali. Alcune reazioni hanno un equilibrio fortemente spostato verso i reagenti e al raggiungimento dell’equilibrio, nel sistema sono presenti molte più molecole di reagenti rispetto a quelle dei prodotti. Altre reazioni hanno invece un equilibrio più spostato verso i prodotti e all’equilibrio, sono presenti molte più molecole di prodotto rispetto a quelle di reagente.

Si prenda la reazione:

aA + bB ⇄ cC + dD

La reazione è stata scritta con la doppia freccia. Questa simbologia viene utilizzata per reazioni che raggiungono l’equilibrio anche dette REAZIONI REVERSIBILI.

Non tutte le reazioni sono però in grado di raggiungere un equilibrio. In alcuni casi, al termine della reazione, vi è un consumo completo dei reagenti. Queste tipologie di reazione si definiscono A COMPLETAMENTO o QUANTITATIVE e si scrivono con il simbolo della singola freccia.

aA + bB → cC + dD

  • La condizione d’equilibrio chimico viene raggiunta quando le velocità della reazione diretta e inversa sono tra loro uguali.
  • Una volta raggiunto l’equilibrio, le concentrazioni dei reagenti e dei prodotti rimangono inalterate.
  • Le reazioni all’equilibrio vengono scritte con il simbolo della doppia freccia.
  • Le reazioni quantitative vengono scritte solo con una freccia.

CONDENSAZIONE O LIQUEFAZIONE?

Lo sapete qual è la differenza tra la CONDENSAZIONE e la LIQUEFAZIONE?

Apparentemente nessuna, dal momento che in entrambi i casi si tratta di una trasformazione di stato della materia dalla fase aeriforme alla fase liquida. Nella realtà qualche differenza esiste. E nello specifico nel modo con cui questa trasformazione di stato è condotta.

Il processo di CONDENSAZIONE riguarda il passaggio di stato di un VAPORE dallo stato aeriforme allo stato liquido. Tale processo può essere condotto in tre modalità:

a)      RAFFREDDAMENTO condotto a pressione costante;

b)     AUMENTO DELLA PRESSIONE a temperatura costante;

c)      Effetto sinergico di un AUMENTO DI PRESSIONE e DIMINUZIONE DELLA TEMPERATURA. 

Il processo di LIQUEFAZIONE riguarda il passaggio di stato di un GAS dallo stato aeriforme allo stato liquido. Tale processo può essere condotto in una sola modalità:

a)     INIZIALE RAFFREDDAMENTO DEL GAS al di sotto della TEMPERATURA CRITICA e successivo AUMENTO DI PRESSIONE.

.

Per comprendere questi processi occorre indagare con più attenzione la differenza che vi è tra un GAS e un VAPORE.

Tutte le sostanze che si trovano in fase aeriforme hanno una temperatura caratteristica al di sopra della quale il vapore diventa un gas. Quando la sostanza aeriforme si trova al di sotto di questa temperatura critica può essere definita come VAPORE ed è possibile CONDENSARLA a temperatura costante per il solo effetto della PRESSIONE.

Quando la sostanza aeriforme si trova al di sopra di questa temperatura critica può essere definita come GAS e non è possibile CONDENSARLA a temperatura costante per il solo effetto della PRESSIONE. Occorre dapprima raffreddarla al di sotto della sua temperatura critica (e renderla pertanto un VAPORE) e successivamente comprimerla fino a ottenere la fase liquida.

Al di sopra di questa temperatura critica qualunque pressione venga esercitata sulla sostanza aeriforme non è possibile condensarla.

SostanzaTemp. Critica (°C)Temp. Critica (K)
Acqua373,9647,1
Alluminio75777850
Argon−122,4150,8
Azoto-146,95126,2
Bromo310,8584
Cloro143,8417
CO230,95304,1
Elio−267,965,19
Ferro82278500
Fluoro−128,85144,3
Idrogeno−239,9533,2

Tabella 1 – Temperature critiche di alcune sostanze espresse in gradi Celsius e gradi Kelvin

Come riportato in Tabella 1, l’azoto ha una temperatura critica inferiore rispetto alla temperatura ambiente. Occorrerà dapprima raffreddarlo al di sotto della sua temperatura critica (-146,95°C) e successivamente applicare una pressione esterna fino a ottenere la completa liquefazione.